Policoro

Una gemma a due passi da Matera, a pochissimi km dal mar Ionio , capace di coniugare due anime diametralmente opposte tra loro: quella storico-culturale e quella prettamente contemporanea. Il borgo di Policoro è caratterizzato dalle sue spiagge illibate, dai cibi deliziosi e dai monumenti.Il comune lucano non è solo un luogo da vedere assolutamente nell’ambito di un tour intorno ai piccoli e grandi borghi del Metapontino . Con i suoi hotel , i suoi bed and breakfast e le sue svariate soluzioni di alloggio , Policoro si configura anche come “punto di appoggio” per visitare altre località caratteristiche della Basilicata. Si tratta di piccole gemme di una collana naturale fatta di primizie turistiche, ognuna delle quali caratterizzata da aspetti unici, che non possono essere riscontrati in altri luoghi turistici più “blasonate”.Un tour di Policoro e dei borghi attorno alla cittadina è adatto agli amanti dei soggiorni rilassanti , alternativi, ben lontani dalle vacanze “mordi e fuggi”, tutte spiagge e aperitivi. Scopriamo insieme quali sono le tappe più particolari vicine a Policoro da visitare in una giornata e che prevedono un rientro nella cittadina lucana per un pernottamento  a cinque stelle. 

Craco, il paese fantasma

Craco, Basilicata Il nostro tour di Policoro e dintorni non può che prendere la via da Craco , noto anche come il “paese fantasma”. Posizione altamente suggestiva, grazie alla sua atmosfera quasi spettrale, Craco raggiunge quota seicento abitanti; il motivo di un tale spopolamento è quello di ricercarsi in una città terribile, che nel 1963 costrinse buona parte degli abitanti a lasciare la città.Il monumento per eccellenza del borgo di Craco è lo stesso paese: è possibile, infatti, prenotare un tour guidato nella città fantasma, diventata location di opere cinematografiche illustri. Itinerari misteriosi, strade silenziose, abitazioni che sembrano fare parte di un universo parallelo: la visita guidata della spettrale Craco è una tappa obbligata per chi desidera scoprire l’altro lato della Basilicata. 

Tursi, patria della poesia

TursiUn borgo unico, dalla morfologia particolare e che si fregia di aver dato i natali a uno dei massimi esponenti della poesia dialettale: poggiare i piedi sul territorio di Tursi è un’esperienza che non farà rivivere il classico tour tra i Sassi di Matera.Il comune, che vanta poco più di quattromila abitanti, è la terra d’origine del poeta Albino Pierro, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Il centro di Tursi è caratterizzato dalla sua suddivisione in Rioni , ognuno dei quali caratterizzato da peculiarità che lo rendono speciale. Il più famoso di questi Rioni, la Rabatana , è il più antico ed è davvero affascinante, grazie alla sua posizione strategica. La Rabatana, nucleo del centro storico del paese, è circondata da tre fossi che lo rendono inattaccabile: il “fosso della Palmara” (noto come Iaramma), sito a nord dell’area; il “fosso di San Francesco” (u fòss d’San Francisch), nella parte est e il “fosso della Cattedrale” (u fòss da Catr’dé), posto ad ovest. 

Valsinni, meraviglia del Sud

veduta Valsinni La bellezza medievale e l’autenticità dei suoi abitanti hanno permesso alla suggestiva Valsinni di fregiarsi dell’importante riconoscimento turistico-ambientale istituito dal Touring Club Italiano, la Bandiera Arancione, assegnata alle località del Bel Paese da meno di quindici mila abitanti.Il motivo? Semplicissimo: basta passeggiare per le vie del centro, respirare l’atmosfera intrisa di storia del borgo e raggiungere il monumento per eccellenza del comune, il Castello Valsinni, per comprendere quanto talvolta valga la pena intraprendere percorsi intricati per godere della bellezza di un luogo intriso di storia e magnificenza.Non mancarono, inoltre, eventi culturali e sociali di ampio respiro, alcuni dei quali videro come protagonista la poetessa Isabella Morra, che nacque e visse proprio in questa suggestiva location . 

Colobraro, l’innominato

Colobraro, Basilicata. foto processione sant'Antonio Il tour di Policoro e dei borghi limitrofi non può non includere la visita di un paese che è stato capace di fare di un triste nome la sua fortuna turistica.Colobraro : “quel paese”, “l’innominato”, “il paese più sfortunato d’Italia”. Numerosi e ingrati sono gli epiteti che sono stati attribuiti con disprezzo a un borgo che, invece, vanta un fascino quasi esoterico, mistico. Colobraro è il borgo lucano che più degli altri è stato capace di risorgere dalle ceneri di una mesta reputazione. Merito dei suoi abitanti, infastiditi ma mai abbattuti da una leggenda metropolitana che affondò le sue radici nei lontanissimi anni Quaranta, quando il podestà del paese pronunciò una frase tristemente profetica alla fine del suo discorso.“Se non dico la verità, che possa cadere questo lampadario”: la profezia pare si avvererà, causando vittime e dando il via a una serie di maldicenze che, ancora oggi, i residenti di Colobraro non esitano a rispondere al mittente, organizzando persino eventi a tema.